Dogma 42

Le opinioni sono come le palle; ognuno ha le sue

Clint Eastwood

Ormai su qualunque argomento chiunque sente il diritto di dover esternare al mondo la propria opinione. Improvvisamente tutti diventano politologi, economisti, scienziati e, una volta a biennio, Commissari Tecnici. Avere un’opinione su qualcosa è semplice: basta parlare. Chiunque provi a negare il diritto di dire la tua opinione passerà immediatamente per attentatore della libertà. Della tua libertà. E poco importa se poi, nel frattempo, quelle stesse persone accettano di buon grado crimini ben più gravi: quando si tratta di libertà si scaldano tutti. Ma perché, se avere un’opinione è un diritto inalienabile, l’insipienza non dovrebbe essere un reato perseguibile?

Per natura, all’opinione piace opinare

Platone

Un esempio può mettere in crisi. “Mi faccia un esempio”. Panico. Cosa fare? Improvvisare qualcosa per difendere fino all’ultimo la propria opinione, o ammettere a sé stessi e agli altri di non saperne abbastanza? La differenza fra una mosca e uno scienziato sta proprio qui: argomentare attraverso esempi, e.g., exempli gratia. Oltre al fatto che le prime hanno innumerevoli occhi e una naturale predilezione per lo sterco.

L’unica e grande utilità degli esempi è che essi affinano il giudizio

Immanuel Kant

Questo spazio nasce proprio con questo scopo: dare opinioni avvalorate da esempi. Nessuno qui avrà mai la presunzione di ritenersi portatore di qualsivoglia Verbo, ma al contempo rifuggiremo il buonismo relativista che rispetta a tutti i costi il diritto di parola di chi non argomenta sensatamente ciò che dice. In un momento in cui tutti sembrano avere voglia di comunicare qualcosa, ma poco da dirsi, questi articoli non vogliono essere l’ennesima opinione non richiesta. Racconteremo storie, aneddoti e, ovviamente, esempi, spaziando dal sociale all’economia, senza dimenticarci di sport e arte. Questa è, in ultima analisi, la nostra missione: scrivere solo quando si ha qualcosa da dire. O meglio, dato che ultimamente fin troppi pensano di avere cose da dire, quando sapremo di cose stiamo parlando, parleremo.

Il codice è più che altro una sorta di traccia che un vero regolamento

Capitan Barbossa

Questo spazio avrà poche linee guida. Innanzitutto, non chiamiamolo blog, per favore. Chiunque può avere un blog (e taluni sono così egocentrici da farne di eponimi). Noi vogliamo fare meglio. Non ci saranno rubriche inutili su cose a caso scritte da persone che chiaramente non hanno idea di cosa stiano dicendo.

Ogni uomo vive governato dalle proprie opinioni cui dà il nome fallace di realtà

Gli autori scriveranno solo attraverso uno pseudonimo. Non vogliamo essere il centro dell’attenzione né che la nostra autorevolezza derivi dalla nostra quotidiana identità (anche perché altrimenti saremmo spacciati), ma ci piacerebbe che essa sia solo figlia dei nostri esempi. Come, ad esempio, quando avete letto l’ultimo aforisma: nessuno si sarà preoccupato del fatto che fosse di Naruto.

Qualità o morte

René Ferretti

Poi, qualità. Ce la metteremo tutta per portarvi sempre articoli di qualità, tanto nei contenuti, quanto nella forma. Cercheremo di alzare l’asticella sempre più in alto, giorno dopo giorno, confrontandoci tra di noi e sottoponendo ciascuna storia al severo giudizio dei nostri, anonimi, autori. Non voglio dire che proveremo ad essere all’altezza di un compito tanto difficile. No! Provare no! Fare, o non fare! Non c’è provare! Quindi faremo.

Nulla produce nella mente dell’uomo un’impressione più positiva e profonda dell’esempio

John Locke

 

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